Il G7 che si è tenuto in Canada nel fine settimana si è concluso nel peggiore dei modi, con uno scontro aperto tra il Primo ministro canadese Trudeau e Donald Trump, il quale dopo essere partito in anticipo sulla chiusura dei lavori per incontrare il leader coreano Kim Jong-un a Singapore, ha affondato qualsiasi possibile accordo a colpi di tweet lanciati dall’Air Force One. Trudeau nel frattempo aveva rilasciato delle dichiarazioni nelle quali si era definito offeso per il fatto che le importazioni canadesi fossero finite nel mirino del governo USA per motivi di sicurezza.

Alla fine i rappresentanti USA hanno deciso di non sottoscrivere il documento finale, nel quale per altro erano contenute solo delle dichiarazioni di massima e buone intenzioni in merito alla necessità di fare il possibile per favorire il libero scambio. A preoccupare è stata la strategia negoziale di Donald Trump, che fa presagire che le trattative nei prossimi mesi saranno difficili e incerte.

Domani a Singapore ci sarà lo storico incontro tra lo stesso Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, durante il quale verrà discussa la possibilità di rimuovere le sanzioni economiche a fronte di un impegno concreto da parte della Nord Corea a smantellare il suo programma nucleare. La speranza in questo caso che non ci siano colpi di scena come accaduto nel corso del G7 e che Trump e Kim possano arrivare ad un duraturo accordo, che sarebbe benefico per l’economia e i mercati asiatici.

La settimana sarà poi caratterizzate dai meeting della Fed e della Bce in programma rispettivamente per mercoledì e  per giovedì. Per quanto riguarda la Federal Reserve, il mercato non sembra avere dubbi sul fatto che ci sarà un ulteriore aumento dei tassi d’interesse, il secondo dell’anno e il settimo dal 2015, quando ebbe inizio il ciclo dei rialzi. Da vedere quale sarà la posizione dei membri del Fomc in merito all’andamento dell’economia e dell’inflazione nei prossimi mesi, alla luce dei generali rialzi nei prezzi delle materie prime e delle tensioni per i negoziati commerciali.

Più importante sarà sicuramente la riunione della BCE, soprattutto dopo le dichiarazioni di settimana scorsa del presidente della Bundesbank Jens Weidmann e del capoeconomista della BCE Peter Praet, che hanno mandato chiari messaggi in merito all’imminente fine del quantitative easing. La riunione della Bce si terrà per l’occasione a Riga e vedremo se in effetti sarà l’occasione per discutere di una riduzione, se non della fine degli acquisti di bond sul mercato secondario da parte della BCE. Mario Draghi come al solito si trova a dover mediare tra due opposte istanze: da una parte gli ultimi dati hanno evidenziato un aumento dell’inflazione, mentre il mercato obbligazionario ha evidenziato un aumento degli spread, particolarmente significativo per le obbligazioni italiane.

Anche per il Regno Unito sarà una settimana intensa, visto che tra martedì e mercoledì avremo i dati relativi all’occupazione, andamento dei salari e inflazione, dati fondamentali per orientare le scelte di policy da parte della Bank of England.  Su base annua ci si attende una crescita dei salari stabile al 2.9%, mentre l’inflazione dovrebbe attestarsi al 2.5%, in leggero aumento rispetto al mese scorso. Ricordiamo come la BOE nel suo ultimo outlook economico abbia previsto per l’anno un tasso d’inflazione al 2.5%, vedremo se i dati confermeranno questa previsione.

Giovedì 14 avremo tre dati fondamentali per la Cina: variazione annuale degli investimenti fissi, produzione industriale e vendite al dettaglio. Negli ultimi mesi l’economia cinese ha mostrato alcuni segnali di accelerazone, dopo la frenata in corrispondenza del capodanno cinese. Per quanto riguarda gli investimenti è attesa una crescita stabile del 7% (la più bassa dal 1999), mentre per quanto riguarda la produzione industriale è attesa una crescita del 6.9% su base annua. I due dati sono importanti, anche se devono essere letti alla luce di un processo di transizione economica che sta attraversando la Cina, verso un’economia più basata sul terziario. Da osservare con attenzione l’andamento dei consumi, che sono attesi in crescita del 9.6% su base annua contro il 9.4% della precedente registrazione.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 11/06/2018

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