Se l’obiettivo di Ben Bernanke con il rinvio del tapering a data da definirsi era quello di vedere un dollaro deprezzato allo scopo di aumentare le esportazioni, c’è riuscito benissimo. Sterlina ed euro sono ai massimi da sei mesi sul dollaro e il dollaro australiano ha guadagnato quasi il 2 % su quello Usa ieri. Non sarà facile per noi europei essere competitivi nei confronti degli americani. Altro obiettivo raggiunto è stato quello di creare euforia sia nelle Borse europee (Piazza Affari la migliore) che in quelle asiatiche (quasi un più 5 % per la Borsa indonesiana). La sterlina è forte nonostante continui il piano di incentivo all’economia con inondazioni di liquidità da parte della BoE e la parola “tapering” non appartiene al vocabolario del Presidente Carney GBPUSD: rotti abbondantemente gli 1,60, siamo al momento a 1,6055 con punte di 1,6162 e intravediamo i massimi di quest’anno a 1,6370. L’area 1,5980 è un supporto importante per la crescita del cable e solo una rottura porterebbe il cambio ai minimi di questa settimana a 1,5880. Le medie mobili più importanti, posizionate inzona 1,5440 suffragano il trend long EURGBP: la forza della sterlina non sarà intaccata dalla brusca correzione di ieri. Nel breve ci potrebbe essere un avvicinamento a 0,85 ma non oltre 0,8550 dove ci sono supporti e medie mobili importanti. La tendenza di fondo è short