La minaccia di una guerra commerciale con gli USA sembra al momento essere più forte dei toni “hawkish” usati ieri dalla Bank of Canada a margine della decisione di aumentare i tassi di interesse dello 0.25%. Questa forse la miglior (e brutale) sintesi di quanto accaduto ieri al dollaro canadese, che ha perso terreno contro il biglietto verde. Dopo aver toccato un minimo sotto a 1.3075 nelle vicinanze del secondo livello di supporto rappresentato dal pivot giornaliero, USD/CAD è schizzato verso l’alto portandosi brevemente al di sopra del livello di 1.3200, dopo aver superato e ritestato il terzo livello giornaliero di resistenza individuato dal Pivot giornaliero.

Il comunicato della Bank of Canada è stato intriso di grande ottimismo, dal momento che le condizioni economiche generali del paese sono ottime, grazie alla salita del prezzo del petrolio e alla crescita oltre le attese dell’economia americana, a cui quella canadese è strettamente interconnessa. Per il secondo trimestre dell’anno è previsto un tasso di crescita del Pil del 2.8%, mentre nel terzo secondo le previsioni dovrebbe esserci un rallentamento congiunturale all’1.5%. In ogni caso la crescita media per il biennio 2018-2020 dovrebbe attestarsi intorno al 2%.

Per quanto riguarda l’inflazione, dovrebbe aumentare al 2.5% nel corso dell’anno prima di arretrare verso il tasso target del 2%.

In chiusura di comunicato emerge tutta la preoccupazione della Bank of Canada per quanto riguarda l’impatto dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti e le relative contromisure che invece saranno implementate dal governo canadese, in particolare su alluminio ed acciaio. “Il consilgio si aspetta che tassi d’interesse più alti saranno garantiti per mantenere l’inflazione in linea con i target e che continuerà ad assumere un approccio graduale, guidato dai dati in arrivo. In particolare, la Banca sta monitorando gli aggiustamenti dell’economia ai tassi d’interesse più elevati e l’evoluzione della capacità produttiva e le pressioni salariali, esattamente come la risposta delle imprese e dei consumatori alle azioni commerciali”.

Da un punto di vista tecnico sia il grafico giornaliero che quello settimanale offrono degli spunti tecnici interessanti. Sul grafico settimanale è interessante la recente rottura della trendline partita dagli del 2016, avvenuta nel mese scorso, impulso che è stato bloccato dal 50%  di Fibonacci a 1.33749 dove sul grafico giornaliero si è evidenziato un doppio massimo.

La correzione successiva ha poi trovato un supporto in corrispondeza del 38.2 di Fibonacci a 1.3046. In caso di effetiva ripresa del trend rialzista che prevale dal settembre scorso, la prima resistenza da tenere in considerazione è proprio 1.33749, mentre i livelli successivi da monitorare sono quelli 1.35 e 1.375 corrispondente al massimo dello scorso maggio. Nel caso in cui a prevalere fosse invece uno scenario ribassista, il livello da monitorare con attenzione è quello di 1.2680, in corrispondenza del 23.6 di Fibonacci.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 12/07/2018

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