Mentre i mercati europei hanno goduto di una buona performance a gennaio, la ripresa vista nelle ultime settimane non è stata ancora sufficiente a recuperare le perdite registrate a dicembre, tuttavia un rimbalzo all'inizio dell'anno è incoraggiante. Questo rimbalzo è avvenuto nonostante il continuo deterioramento dei dati economici da tutto il mondo, nonché una scarsa evidenza di progressi significativi nei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il cambio di sentiment è stato in gran parte causato da un cambio di tono da parte della Federal Reserve americana, cambio che è stata confermata all'inizio di questa settimana con un tono molto accomodante da parte dei responsabili della politica monetaria USA sulla prospettiva di futuri aumenti dei tassi, nonché sulla riduzione del bilancio.

 

Sul fronte dei dati abbiamo visto ulteriori prove di un peggioramento dell'attività economica, poiché l'ultimo sondaggio sulla produzione Caixin dalla Cina ha mostrato la lettura più debole in due anni, scivolando ulteriormente in territorio di contrazione in gennaio a 48,3.

 

In Giappone l'attività manifatturiera è rimasta ferma, attestandosi a 50,3, in leggero miglioramento rispetto alla lettura di dicembre del 50.

 

Ieri abbiamo avuto la conferma che l'Italia è scivolata in una recessione dopo che il il PIL del quarto trimestre è diminuito dello 0,2%, facendo seguito ad un analogo calo nel terzo trimestre e finora i dati osservati all'inizio di quest'anno non hanno mostrato segni di ripresa. L'Italia non è sola nei suoi problemi economici, con l'economia della Germania che si è più o meno fermata nel quarto trimestre, e i PMI manifatturieri di oggi per gennaio che sembrano mostrare che ci sono pochi segnali di ripresa nel 2019.

 

Gli ultimi PMI manifatturiere per Spagna, Italia, Francia e Germania mostrano alcune prove di un miglioramento delle condizioni economiche a gennaio, ma è un quadro frammentario. La Spagna è migliorata a 52,4 da 51,1, tuttavia l'Italia si è ulteriormente indebolita a 47,8 dal 49,2 e ben al di sotto delle aspettative di 48,8.

 

Sta diventando sempre più improbabile che il governo italiano sarà in grado di attenersi ai suoi piani di spesa in un contesto di costante indebolimento delle prospettive di crescita. Queste previsioni di crescita erano ottimistiche anche prima dei numeri di questa settimana, ma ora sembrano più che altro un vano desiderio.

 

Il PMI manifatturiero francese si è attestato a 51,2, mentre la produzione tedesca si è ulteriormente contratta, attestandosi a 49,7, dato inferiore alle aspettative di 49,9. Questi numeri deboli non fanno che aumentare la pressione sulla Banca Centrale Europea per prendere in considerazione ulteriori misure di iniezione di liquidità nei prossimi mesi al fine di compensare la fine del programma di acquisto di asset alla fine dell'anno scorso, soprattutto se i numeri di inflazione di questa mattina per gennaio continueranno a mostrare timidi segnali di miglioramento.

 

Il settore bancario tedesco ha subito un sell off ieri in scia alle indiscrezioni secondo cui gli alti dirigenti della Deutsche Bank temono che stiano finendo le loro opzioni nei tentativi di ripristinare la redditività della banca in difficoltà e potrebbero essere costretti a considerare una fusione con Commerzbank entro la metà di quest'anno se tutte le altre misure fallissero. Gli ultimi numeri di questa mattina non offrono davvero tanto incoraggiamento sul fatto che il management sia sulla buona strada per invertire la rotta. È di buon auspicio che la banca sia riuscita a ottenere un profitto netto annuale per la prima volta dal 2014. L'anno scorso la banca ha registrato una perdita di 735 milioni di euro, quindi i modesti utili di quest'anno di 341 milioni di euro sono ben accetti, ma sono ancora inferiori alle aspettative , mentre la performance del quarto trimestre è stata deludente, facendo registrare una perdita di 319 milioni di euro, con ricavi da trading che continuano a rappresentare un freno per la redditività complessiva. La divisione di trading ha registrato un fatturato di 5,58 miliardi di euro con il reddito fisso che mostra un calo del 23% a 786 milioni di euro, nonostante l'ultimo trimestre abbia visto una significativa volatilità del mercato. La banca è riuscita a ridurre i costi in linea con le aspettative del mercato e il management si è impegnato a ridurli ulteriormente nel prossimo anno nel tentativo di migliorare i margini, ma a parte questo c'è stato poco da rallegrarsi per l'aggiornamento di questa mattina, che probabilmente è il motivo per cui le azioni sono scese ulteriormente questa mattina, dopo le perdite di ieri.

 

Nel Regno Unito i mercati non sono stati eccessivamente entusiasti degli ultimi numeri del terzo trimestre dal provider di servizi di telecomunicazione TalkTalk, mentre continua a cercare di competere con i più grandi player come BT, Sky e Virgin nello spazio della banda larga e delle telecomunicazioni. I numeri dei clienti hanno mostrato una discreta crescita di 44 mila unità, mentre churn rate è sceso all'1,16%, in calo rispetto allo stesso periodo di un anno fa. I ricavi totali sono aumentati del 2,9% a 386 milioni di sterline e la società ha dichiarato di essere in grado di offrire profitti annuali compresi tra 245 milioni e  250 milioni di sterline, leggermente in calo rispetto ai 259 milioni che i mercati si aspettavano, anche se il calo del 7% del prezzo delle azioni sembra alquanto eccessivo, dato che i numeri sono ancora proiettati ben al di sopra dei numeri dello scorso anno.

 

Glencore ha riportato forti aumenti nella produzione di rame, cobalto e nichel nel suo ultimo aggiornamento di produzione del 2018. La società ha anche detto che la sua guidance per il 2019 è rimasta in linea con l'aggiornamento che ha dato all'inizio di dicembre dello scorso anno.

 

I mercati americani guarderanno al rapporto sull'occupazione di oggi negli Stati Uniti per gennaio dopo il sorprendente dato di dicembre che ha visto 312 mila nuovi posti di lavoro aggiunti alla fine dello scorso anno. Molte cose sono cambiate dall'inizio di quest'anno, con una Fed molto più accomodante e lo scombussolamento dovuto ad un mese di shutdown del governo statunitense. È improbabile che il rapporto sui salari di oggi di gennaio sia vicino a dicembre, ma non è necessario, dato che la politica della Fed è passata ad un'istanza di neutralità. I mercati prevedono un dato intorno ai 165 mila nuovi posti di lavoro per gennaio, mentre la crescita delle retribuzioni dovrebbe rimanere stabile al 3,2%.

 

Le azioni di Amazon dovrebbero essere al centro dell'attenzione oggi dopo che la compagnia ha riportato numeri buoni dopo la campana della scorsa notte. Le vendite attese sono aumentate nel quarto trimestre, arrivando a 72,4 miliardi si dollari con un aumento del 20%, tuttavia le azioni sono diminuite nel mercato afterhour dato che la società ha previsto un rallentamento nel primo trimestre in un contesto di aumento dei costi e difficoltà nelle sue operazioni indiane.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 01/02/2019

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