L'euro ha difeso il terreno guadagnato contro il biglietto verde prima dell'annuncio dei tassi di interesse della BCE di oggi, tasso che secondo la maggior parte delle previsioni rimarrà invariato a causa della tiepida crescita nell' area e il crescente protezionismo a livello globale che ha portato al deterioramento del contesto economico globale.

L'attuale forward guidance sembra suggerire che la banca centrale sarà probabilmente in grado di mantenere lo status quo almeno fino alla fine del 2019.

Tuttavia, la conferenza stampa di Draghi  sarà sotto i riflettori oggi per  indizi di qualsiasi allentamento monetario a sostegno dell'economia.

La fiducia dei consumatori della zona euro si è ulteriormente deteriorata con l'indice di fiducia a -7,9 per gennaio, dal -6,2 di dicembre 2018, segnalando un ulteriore rallentamento della spesa dei consumatori. Di conseguenza, è probabile che l'inflazione nell'Eurozona sia contenuta e le banche centrali avranno pochi incentivi ad alzare i tassi di interesse in tempi brevi.

Tecnicamente, EUR/USD ha raggiunto il fondo di un canale rialzista e da allora ha rimbalzato. Il suo supporto  e il livello di resistenza più immediati potrebbero essere trovati rispettivamente attorno a 1,13 e 1,144.

Altrettanto importanti oggi nel calendario sono una serie di PMI flash dal Giappone, dalla Francia, dalla Germania e dall'Eurozona, che si prevede continueranno la loro traiettoria discendente dal momento che l'economia globale è probabilmente entrata in un rallentamento sincronizzato.

Le incertezze commerciali e politiche hanno pesato sul sentiment degli investimenti e sulle spese in conto capitale, portando i PMI manifatturieri a dirigersi nel territorio di contrazione in Cina, Giappone e Francia.

La lettura del PMI manifatturiero dell'Eurozona è scesa a un ritmo più rapido del previsto negli ultimi 12 mesi, dal picco di 60,6 all'ultima lettura di 51,4.

I prezzi del  Brent si sono consolidati per il secondo giorno consecutivo  in area di 61,0 dollari e gli operatori economici stanno aspettando il rapporto settimanale sulle scorte di petrolio del DoE per  indizi di ulteriore inversione dell'equilibrio tra domanda e offerta.

Il consenso vede un'ulteriore diminuzione delle scorte commerciale negli Stati Uniti di 270.000 barili questa settimana e un calo più grande del previsto potrebbe contribuire a far salire il prezzo del Brent.

Dall'altra parte, le preoccupazioni per la domanda di energia cinese, nel momento in cui l'economia si raffredda, continuano a essere un fattore chiave per il rialzo dei prezzi del petrolio. Tecnicamente il Brent sta seguendo una tendenza al rialzo dall'inizio di quest'anno, con diversi pullback a breve termine nel mezzo. Il supporto immediato e il livello di resistenza potrebbero essere trovati rispettivamente a  58,3 e US  63,7 dollari.

EUR/USD

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