Dopo l’euforia di lunedì e martedì, guidata dall’aspettativa di chiusura di un accordo tra il governo greco e i creditori, l’indice tedesco ieri ha fatto segnare una performance negativa, lasciando sul terreno lo 0.62%. Causa di questo arretramento è stato lo stop nelle trattative tra Grecia e Fondo Monetario Internazionale, il quale in questa fase sembra essere la parte più restia a raggiungere un accordo. Originariamente il piano presentato ai creditori prevedeva interventi focalizzati su una revisione delle aliquote Iva, l’aumento della tassazione sulle imprese con fatturato superiore ai 500 milioni di €, un aumento delle imposte sulle imprese con fatturato maggiore a 500 mila €, aumento della contribuzione pensionistica per i lavoratori autonomi e lo stop da gennaio 2016 al piano di prepensionamenti già programmato. Il governo greco deve fare fronte alla maxi rata in scadenza il 30 giugno 2015 nei confronti del Fmi che ammonta a 1.6 miliardi di €, scadenza cruciale dato lo status di creditore privilegiato. Un eventuale default su questa scadenza comporterebbe l’automatico default anche delle altre obbligazioni che ormai per la maggior parte sono detenute da istituzioni internazionali. Il nodo del contendere resta la revisione della spesa pensionistica, sulla quale il Fmi richiederebbe dei tagli sostanziali. Dal punto di vista tecnico si può notare la formazione di un doppio gap rialzista, il primo all’apertura della settimana e il secondo, più piccolo e già colmato, tra lunedì e martedì. Per quanto riguarda l'operatività giornaliera si consiglia di tenere monitorati attentamente i livelli Pivot che vengono riportati nella seguente immagine. Da un'analisi sugli ultimi 12 mesi si evidenzia come siamo nelle vicinanze del 23.6% di Fibonacci raggiunto dopo un rimbalzo sul 38.2. Una violazione di questo livello potrebbe portare ad un nuovo test dei massimi di metà aprile.