Dopo la chiusura dell’accordo per il terzo piano di salvataggio di Atene e la stabilizzazione dei listini cinesi, l’attenzione dei mercati si è ora spostata sul mercato delle materia prime dove si sono visti forti movimenti ribassisti sia tra i metalli preziosi che tra gli energetici, con Oro e Petrolio che hanno toccato dei minimi significativi. Diversi sono stati i fattori che hanno generato questo indebolimento, ma il minimo comun denominatore è rappresentato dal Dollaro, il quale dopo una fase di stallo ha ripreso il suo trend al rialzo. Per evidenziare questa relazione abbiamo di seguito riportato i grafici di lungo periodo di Usd/Eur, Oro e Petrolio. Da questo grafico è evidente il forte rally del dollaro che da maggio 2014 si è apprezzato di oltre il 25%. Negli ultimi mesi il trend ha sperimentato una lieve frenata in attesa che ci fossero chiari segnali da parte della Fed sulle prossime mosse di politica monetaria e sull'inizio del rialzo dei tassi d'interesse. Dopo gli ultimi incoraggianti dati sull'occupazione e il risveglio del settore edilizio, buona parte degli operatori di mercato si attendono un rialzo già per il mese di settembre, rialzo che sarà lento e graduale. La divergenza con le politiche monetarie espansive sostenute da molte banche centrali ha comportato questa dinamica che ha influenzato negativamente il prezzo in dollari di molte materie prime. L'Oro nell'ultimo anno ha avuto un andamento esattamente opposto e la correlazione inversa tra il metallo giallo e il biglietto verde è molto chiara anche analizzando questi grafici di lungo periodo L'Oro è infatti una riserva di valore e in fasi di grande incertezza come quelli vissuti nel 2008 nelle quali la Federal Reserve è intervenuta con forti iniezioni di liquidità a sostegno dei mercati, ha rappresentato un porto sicuro. Negli ultimi giorni c'è stata un'accellerazione del trend al ribasso che ha portato le quotazioni a toccare i 1072 $, sopratutto dopo la pubblicazione da parte della Cina delle riserve auree detenute ben al di sotto delle attese. Il dato relativo alle riserve auree non veniva pubblicato dal 2009 e le aspettative degli esperti prevedevano un ammontare di 3000 tonnellate di Oro detenute nelle casse della Banca Centrale, ben al di sopra delle 1658 dichiarate. Nella mattinanata di lunedì, con la borsa di Tokyo chiusa per festività e pochi volumi scambiati, si è verificato un movimento al ribasso anomalo e fortissimo. Ancora in forte ribasso le quotazioni del Petrolio, con Wti che proprio nella giornata di oggi ha ritoccato quota 50 $. In questo caso a pesare è la notizia della fine dell'embargo nei confronti dell'Iran che ha aperto un nuovo mercato di approvvigionamento che potrebbe impattare negativamente sul prezzo dell'oro nero. Al momento l'Iran produce 2.8 milioni di barili che possono aumentare di 500 mila unità non appena verranno rimosse le sanzioni (probabilmente in dicembre) e di ulteriori 500 mila dopo 6 mesi. Le risereve stimate di petrolio iraniano ammontano a 158 milioni di barili che potrebbero bastare a soddisfare la domanda cinese per 40 anni. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.