Gli investitori hanno continuato ad abbandonare le attività rischiose nel corso della notte, con le azioni americane che stanno scendendo per il calo delle azioni tecnologiche.

Il NASDAQ 100 è sceso dell'1,0%, un calo cumulativo del 2,5% per la settimana. I mercati azionari asiatici sono scesi anche ieri, con il mercato azionario giapponese e di Hong Kong che sono calati vistosamente. L'ottimismo costruito sui precedenti colloqui commerciali è stato in gran parte cancellato. È probabile che la modalità risk-off continui oggi poiché i timori dei mercati emergenti continuano ad aggirarsi, e gli investitori non avranno altra scelta se non quella di unirsi al conto alla rovescia per una potenziale escalation commerciale, già dalla giornata di oggi. I mercati dei futures indicano un avvio difficile per gli investitori dell'Asia-Pacifico.

Il dollaro USA è sceso ulteriormente a causa di un'inaspettata debolezza dal report ADP sul mercato del lavoro. I mercati si aspettavano un aumento di 200.000 posti di lavoro, ma sono arrivati a solo 163.000. Il rapporto sui non farm payroll americani previsto per stasera dovrebbe mostrare un aumento di 195.000 unità. Eventuali deviazioni da questa previsione di consenso possono innescare una maggiore volatilità, dal momento che gli analisti cercano segnali di crescita economica.

I metalli industriali chiave sono rimasti al ribasso, anche se il del rame è salito. In controtendenza i prezzi dell'oro che sono saliti, il che potrebbe confermare la generale tendenza di risk off, mentre gli investitori parcheggiano la liquidità in un porto sicuro. I prezzi del greggio sono diminuiti ulteriormente, nonostante i dati sulle scorte americane che hanno mostrato una riduzione delle scorte. La pressione sui prezzi del petrolio è probabilmente dovuta ai timori crescenti su un potenziale calo della domanda globale, poiché il rischio geopolitico continua a crescere. I segnali contrastanti e l'andamento tecnico dei mercati delle materie prime possono essere risolti da una maggiore volatilità.

In Australia, le banche australiane, neozelandesi e del Commonwealth hanno alzato ieri il tasso sui mutui a tasso variabile come previsto dai mercati dopo che Westpac ha effettuato la prima mossa. In concomitanza dei dati sui mutui in programma questa mattina, potremmo vedere una certa vulnerabilita del settore bancario se questo numero diminuisse.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 07/09/2018

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