Questa settimana l’agenda dei trader è piena di appuntamenti, alcuni dei quali possono avere un impatto anche a lungo termine sui mercati finanziari: nel fine settimana ci saranno le elezioni politiche in Germania e in Nuova Zelanda, mentre ne giro di due giorni tre tra le principali banche centrali che sono chiamate a prendere decisioni in merito ai tassi d’interesse.

Non sono previste sorprese dalla tornata elettorale tedesca, con Angela Merkel in deciso vantaggio rispetto al candidato dell’SPD Martin Schulz e pronta a guidare il suo quarto governo. La vittoria di Angela Merkel andrebbe in questo modo a rafforzare l’asse con Parigi, fornendo maggior forza all’Unione Europea nei negoziati con Londra per la Brexit.

È attesa grande volatilità sui mercati per questo evento e, salvo sorprese dell’ultima ora, in caso di conferma dei pronostici della vigilia non è da escludere che il Dax possa trovare lo spunto rialzista per riportarsi in area 13000 punti, andando a ritestare i massimi storici toccati nel mese di giugno. 

Il 23 settembre saranno i neozelandesi ad essere chiamati alle urne e in questo caso l’esito appare molto incerto, con il Partito Laburista guidato da Jacinda Ardern in testa ai sondaggi con 2 punti di vantaggio rispetto al Partito Nazionale, che ha governato il paese negli ultimi 10 anni. L’esito più probabile è una grande coalizione tra i due partiti.

Mercoledì 20 settembre ci sarà invece la riunione della Federal Open Comitee, chiamata a prendere una decisione in merito alla politica monetaria americana. Se un rialzo dei tassi sembra essere estremamente improbabile, il mercato si aspetta novità sostanziali per quanto riguarda la dimensione del bilancio della Fed, che dovrebbe essere gradualmente ridotto, rinunciando al reinvestimento delle cedole che vengono staccate dai titoli obbligazionari detenuti nell’enorme portafoglio della Fed.

Nel frattempo il tasso di cambio  EUR/USD si è lateralizzato dopo aver toccato il massimo a 1.21 a metà settembre e in questo momento l’andamento sembra essere piuttosto incerto. Potrebbe sia formare un testa spalle rialzista nel caso in cui non fosse rotto il massimo di agosto in area 1.207, sia riprendere la salita in caso di rottura del livello indicato in precedenza.

Non dovrebbero esserci invece novità per quanto riguarda la decisione della Bank of Japan, la quale si è impegnata nello scorso anno a mantenere i tassi d’interesse di breve termine a -0.1% e il rendimento del decennale a 0, ma secondo alcuni osservatori non è da escludere che la Boj possa decidere di rivedere questi target anche grazie ai buoni dati relativi alla crescita economica. Non è da escludere che nella riunione in programma giovedì alle 6 ora italiana la Boj decida di cambiare il suo outlook e prepari il terreno per prossime novità in merito al mix di politica monetaria da adottare.

Non sono attese novità da parte della Norges Bank, che dovrebbe mantenere i tassi invariati, soprattutto dopo che il tasso d’inflazione pubblicato l’11 settembre si è rivelato essere molto al di sotto delle aspettative, attestandosi all’1.3% contro il +1.7% atteso.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 18/09/2017

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