•           Bank of Japan (BoJ) - martedì 31 luglio ore 2.00 circa
  •           Bank of England -  giovedì 2 agosto ore 13:00
  •           Fomc - mercoledì 1 agosto ore 20.00
  •           PMI manifatturiero e servizi  europei - tra mercoledì 1 e venerdì 3 agosto
  •           Non farm payroll- venerdì 3 agosto ore 14.30

 

Meeting Bank of Japan

Martedì l’attenzione degli operatori di mercato sarà focalizzata sul meeting della Bank of Japan, dato che negli ultimi giorni sono circolate voci insistenti su una possibile revisione della politica monetaria iper-espansiva del BoJ, anche per le recenti pressioni arrivate dal settore bancario, sempre più preoccupato dell’appiattimento della curva dei rendimenti che potrebbe finire per minarne la redditività. Anche se la BoJ in questo momento detiene circa il 40% delle obbligazioni governative giapponesi in circolazioni, l’inflazione continua a rimanere lontano dal target del 2% e l’inflazione core a giugno è salita dello 0.2% anno su anno, al di sotto delle attese di un +0.4%. Non è da escludere la possibilità di una revisione di parte della strategia, in particolare l’obiettivo di mantenere il rendimento del decennale allo 0%, ma difficilmente vedremo una revisione della politica monetaria.

Bank of England

Giovedì ci sarà un attesissimo meeting del board direttivo della Bank of England, da cui è atteso un aumento dei tassi d’interesse di 25 punti base, riportando il tasso d’interesse di riferimento sopra allo 0.5% per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria del 2008. Dopo il referendum pro Brexit l’economia UK ha subito una brusca frenata, caratterizzata da un’inflazione che si è portata anche al di sopra del 3%, un caso unico tra i paesi sviluppati in questo periodo storico caratterizzato dalla debolezza dell’inflazione. Gli ultimi dati hanno mostrato una crescita dei salari del 2.5%, contro un’inflazione del 2.4%.  Negli scorsi mesi la BOE ha già rinviato l’aumento dei tassi, soprattutto a causa dei dati macroeconomici non particolarmente brillanti che sono stati diffusi nel primo trimestre. Nel frattempo la sterlina ha trovato un po’ di stabilità e alcuni fattori temporanei che hanno frenato la crescita nel periodo invernale sono venuti meno. Difficilmente la Bank of England si tirerà indietro anche questa volta, rischiando di deludere le aspettative del mercato e mettendo in discussione la propria credibilità.

Fomc - Non farm payroll

Dopo il buon dato relativo alla crescita del Pil americano pubblicato venerdì, che ha mostrato una crescita del 4.1% su base annua, questa settimana avremo il consueto aggiornamento mensile sul mercato del lavoro Usa. Le attese sono per una crescita dei posti di lavoro per il mese di giugno di 195 mila unità, anche se l’attenzione degli operatori sarà tutta per l’andamento dei salari, con una crescita mensile dello 0.3%, contro lo 0.2% del mese precedente. Al momento il tasso di crescita dei salari sembra essere insoddisfacente se comparata con l’andamento dell’economia USA e con il tasso di disoccupazione ai minimi storici.

Mercoledì è invece in programma la riunione del FOMC, da cui non sono attese decisioni particolari in una riunione che non sarà poi seguita dalla conferenza stampa di Jerome Powell. Dopo aver aumentato i tassi di un quarto di punto sia nella riunione di marzo che in quella di giugno, le attese sono per un aumento nella riunione di settembre, mentre il dollaro continua a recuperare terreno nei confronti delle altre majors.

PMI europei

Dopo la riunione della scorsa settimana del board della BCE, che non ha offerto particolari novità, questa settimana avremo la pubblicazione di importanti dati macroeconomici per la zona Euro.  Lunedì alle 14.00 sarà pubblicato il tasso d’inflazione tedesco, che secondo le attese dovrebbe attestarsi ad un +2.1% su base annua, mentre martedì ci sarà il dato sulla disoccupazione, atteso al 5.2%.

Martedì sarà un giorno ricco di dati macro per l’Italia, dato che avremo i dati relativi a disoccupazione, indice dei prezzi al consumo e crescita del Pil, tutti concentrati tra le 10 e le 12.

Mercoledì e venerdì saranno invece pubblicati i PMI manifatturieri e dei servizi rispettivamente, anche se l’attenzione degli operatori sarà tutta concentrata sul settore manifatturiero alla ricerca di indizi significativi di possibili contraccolpi sul settore per le incertezze relative ai negoziati commerciali in momento in corso tra Stati Uniti e Unione Europea.

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