La settimana appena trascorsa ci lascia in eredità un dato relativo ai non farm payroll ben al di sotto delle attese del mercato, con una riduzione delle buste paga di 33000 unità, il primo declino nelle assunzioni dal 2010. Per quanto possa esseere stato negativo il dato grezzo, il dollaro ha tenuto nei confronti dell’euro, per due motivi fondamentali: gli operatori di mercato hanno tenuto conto dell’eccezionalità del constesto causata dalla stagione degli uragani che ha afflitto la costa est (Florida e Texas in partcolare) e poi la crescita dei salari orari è stata particolarmente positiva. La reazione del mercato ci suggerisce come l’attenzione in questo momento sia concentrata principalmente sull’andamento dell’inflazione ed un aumento dei salari potrebbe indurre a pensare che ci possa essere un aumento dell’inflazione.

Inflazione

Proprio questa settimana avremo una serie di dati relativi all’inflazione, che potrebbero finire per impattare notevolmente il mercato. Di seguito le principali pubblicazioni:

  • 10 ottobre ore 8:00 - indice dei prezzi al consumo norvegese;
  • 11 ottobre ore 9:00 - indice dei prezzi al consumo spagnolo;
  • 12 ottobre ore 8:45 - indice dei prezzi al consumo francese;
  • 12 ottobre ore 9:30 - indice dei prezzi al conumo svedese;
  • 13 ottobre ore 8:00 - indice dei prezzi al consumo tedesco;
  • 13 ottobre ore 10:00 - indice dei prezzi al consumo italiano;
  • 13 ottobre ore 14:30 - indice dei prezzi al consumo USA.

Negli ultimi mesi l’andamento dell’inflazione ha finito per spiazzare le banche centrali, esposte ad una situazione anomala di bassa inflazione in un contesto di crescita, situazione che ha ralllentato il percorso verso un rientro alla normalità delle politiche monetarie espansive. Vedremo se il recupero del petrolio delle ultime settimane comporterà significativi aumenti anche dell’inflazione.

Verbali FOMC

Mercoledì alle ore 19.00 saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del FOMC, tenutasi lo scorso 20 settembre, durante la quale è stata decisa la riduzione del bilancio della Fed e dalla quale è emersa la volontà di aumentare i tassi un’altra volta entro la fine dell’anno. In settimana sono previsti poi ulteriori interventi da parte dei membri della Fed. Particolarmente importante sarà l’intervento di Jerome Powell, uno dei favoriti alla successione di Janet Yellen, in programma per venerdì alle ore 18:00, intervento che sarà intitolato “Are rules made to be broken? Discrection and monetary policy” e sarà tenuto presso la Federal Reserve Bank di Boston.

Mario Draghi

Questa settimana Mario Draghi volerà negli Usa e giovedì interverrà al Peterson Institute for International Economics a Washington alle 15:30 ore italiane. L’occasione sarà importante per capire quali possano essere gli orientamenti della BCE in merito alla politica monetaria e capire quali saranno le tempistiche delle prossime misure, alla luce anche dei risultati del referendum indipendista in Catalogna.

Trimestrali USA

Questa settimana sono attese le trimestrali di alcune delle big della finanza americana, tra cui JP Morgan Chase, Citigroup e Wells Fargo i cui risultati rappresenteranno un test importante per la tenuta degli indici americani. In un contesto di ottimismo, sarà però necessario vedere l’impatto della bassa volatilità dei mercati e della riduzione del differenziale di rendimento tra i titoli a 2 e a 10 anni che potrebbero finire per impattare sulla reddittività dei big della finanza. JP Morgan Chase pubblicherà la sua trimestrale giovedì alle 14:30 e ci si attendono utili per azione a 1.66$ in aumento da 1.58$ dello scorso anno, con una diminuzione dei ricavi a 25.3 miliardi di dollari. Per Citigourp e per Wells Fargo gli utili per azione dovrebbero invece attestarsi rispettivamente a 1.30$ e a 0.46$, comunque in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/10/2017

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