Mercati europei in rosso venerdì dopo i dati macro che da un lato mostrano una crescita economica per l’eurozona superiore alle aspettativa e dall’altra evidenziano un ritorno alla deflazione. I mercati azionari hanno terminato un'altra settimana focalizzata sulle decisioni delle banche centrali incassando le prospettive della Fed che ha lasciato la porta aperta ad un rialzo dei tassi per giugno e la Banca del Giappone che ha spento le speranze di quanti attendevano un allentamento monetario aggiuntivo. Le azioni, che hanno chiuso la settimana in negativo, sembrano essersi dissociate dall’andamento del petrolio che al contrario nella seduta odierna ha segnato i nuovi massimi per il 2016. Aprile è stato un ottimo mese per i mercati europei (esclusa l’ultima settimana) con il FTSE 100, il DAX e il CAC cha hanno chiuso il mese al rialzo per il secondo mese consecutivo. I mercati oggi hanno risentito della performance di ENI la cui trimestrale evidenzia come il prezzo del petrolio abbia influito negativamente sulla redditività della società, soprattutto nel segmento di esplorazione e produzione (E&P). Incoraggianti, anche se sempre in calo, il segmento di gas&power e quello della raffinazione. Indici statunitensi in rosso Venerdì, nonostante le trimestrali di Amazon e LinkedIn abbiano sorpreso positivamente gli analisti. A pesare sui listini sono state soprattutto le trimestrali non felici delle Big del settore petrolifero: Exxon e Chevron. LinkedIn ha battuto le attese e il titolo ha aperto in forte rialzo. I risultati sono in realtà piuttosto strani. L’ultimo trimestre ha evidenziato una crescita dei ricavi del 35% a 860 7 milioni di dollari e allo stesso tempo una perdita netta in aumento a 42.5 milioni di dollari. Le azioni di Amazon hanno aperto in rialzo di oltre dieci punti percentuali sui risultati trimestrali. La società è alla quarta trimestrale positiva consecutiva e archivia il dato sui ricavi più alto della sua storia. Commodities I prezzi del petrolio hanno segnato i nuovi massimi del 2016, sostenuti soprattutto dal dollaro debole (che ha di fatto neutralizzato l’aumento della produzione OPEC) e dal rallentamento della produzione americana. Il dollaro debole e le incertezze sui mercati azionari hanno avvantaggiato la corsa dell’oro e delle metalli con oro e argento che guadagnano oltre l’ 1,5% e il rame in aumento di oltre il 2,5%. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.