I mercati azionari europei hanno avuto una leggera pausa ieri dopo i forti rialzi di martedì, mentre i mercati statunitensi hanno  subito a loro volta delle prese di profitto dopo diversi giorni di guadagni. La mancanza di ulteriori dettagli sui colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina sembrerebbe suggerire che la prospettiva di progressi sarà probabilmente limitata a breve termine. Con tre settimane di tempo dall'introduzione di un nuovo ciclo di tariffe, questa situazione deve rappresentare una  preoccupazione seppur leggera  e potrebbe limitare ulteriori forti rialzi a breve termine.

Oggi è destinato a essere un giorno importante per la sterlina, dato che la Bank of England si prepara per l'incontro per la propria  decisione sui tassi e per l'esame trimestrale dell'economia del Regno Unito. Vista la debolezza osservata negli ultimi giorni, è difficile immaginare che ci saranno sorprese.

Avremo anche il primo ministro Theresa May in partenza per Bruxelles per incontrare il capo della Commissione europea Jean Claude Juncker con le parole del Presidente del Consiglio Europeo che risuonano ancora nelle orecchie secondo le quali c'è un "posto speciale nell'inferno" per chi ha promosso la Brexit senza alcun piano per farlo. Dato il tono di quei commenti, espressi durante una conferenza stampa con l'irlandese Taoiseach Leo Varadkar, sembra altamente improbabile che Theresa May possa ottenere eventuali modifiche all'accordo di ritiro, prima del voto della prossima settimana alla Camera dei Comuni, sempre che abbia luogo, qualcosa che sembra sempre più improbabile.

C'è la possibilità che possa ottenere un feedback su eventuali aree potenziali che potrebbero essere aperte per ulteriori discussioni, anche se la barra potrebbe essere molto bassa. Ciò che sta diventando più chiaro, è che in assenza di qualsiasi progresso nel rinegoziare l'accordo, l'articolo 50 dovrà essere ritardato, mentre il tempo sta scivolando via per promulgare la legislazione richiesta in tempo per qualsiasi tipo di uscita entro il 29 marzo.

Dopo un inizio positivo dell'anno, la sterlina è scivolata dai massimi di gennaio per timore che il tempo si stia esaurendo, mentre ci dirigiamo verso la scadenza del 29 marzo quando il Regno Unito lascerà l'UE. Mentre l'incertezza continua a frenare il rialzo, i progressi della sterlina non sono stati aiutati dal fatto che i dati economici visti finora per gennaio sembrano mostrare che l'economia del Regno Unito sia  vicina allostallo, nonostante i bassi livelli di disoccupazione e la crescita dei salari che è ad un massimo di dieci anni.

Chiunque suggerisca che l'odierna riunione della Bank of England potrebbe in qualche modo prendere una posizione da falco finirebbe per essere in minoranza. Molto semplicemente, i dati sottostanti non supportano un aumento dei tassi nel prossimo futuro, in particolare da quando l'inflazione generale è scivolata al 2,1% da livelli del 3% registrati poco più di un anno fa. È anche improbabile che vogliano essere troppo accomodanti vista l'attuale debolezza della sterlina, l'ultima cosa di cui hanno bisogno è proprio un'ulteriore debolezza della sterlina che potrebbe minare le loro previsioni sull'inflazione.

È molto probabile che la Bank of England proverà a dipingere un quadro abbastanza neutrale, dicendo che sono pronti a reagire a qualsiasi  eventualità in caso di Brexit e alla sua fattibilità,  lasciando le loro previsioni di inflazione esattamente come sono, anche se potrebbero spingerle verso il basso. Lo scenario base della banca sarà per un ritiro ordinato, qualcosa che al momento sembra molto meno probabile, ma comunque è l'unico modello che possono davvero preparare. Per ora, i mercati stanno scontando la prospettiva che i tassi probabilmente non saranno  aumentati  prima della fine di quest'anno. È improbabile che l'odierna decisione della Banca d'Inghilterra e il rapporto sull'inflazione cambino tale calcolo, con la Banca che cita rischi esterni rispetto alle previsioni sottostanti, sotto forma di rallentamento della crescita globale e di una Brexit disordinata.

EURUSD - continua a scivolare di nuovo sotto il livello 1.1400 e verso i minimi di novembre a 1.1215. Dobbiamo vedere uno spostamento oltre l'area 1.1520 per segnalare una mossa più decisa  verso i massimi  di dicembre a 1.1570.

GBPUSD - la discesa sotto l'area 1.3020 ha visto la sterlina continuare a scendere  con la prospettiva di assistere ad un movimento  verso 1.2820, con una rottura  sotto l'area 1.2920. Solo una risalita attraverso l'area 1.3020 porterebbe a una stabilizzazione e aprirebbe ad un ritorno ai massimi di gennaio a 1.3200.

EURGBP - non essendo riuscito a superare l'area 0,8820, l'euro è scivolato indietro, ma ha trovato supporto a livello di 0,8770. Una rottura  al di sotto di 0.8770 potrebbe aprire la strada verso  0.8720. Siamo ancora nel più ampio range  con resistenza sulla media mobile  a 200 giorni  a 0.8860.

USDJPY - il livello 110.20 rimane una resistenza chiave. Abbiamo bisogno di una rottura qui per mettere nel mirino l'area di 111,00. Una mancata rottura al di sopra del livello 110.20 mantiene la possibilità di una discesa  verso l'area 108.20. Sopra 110.20 si potrebbe ipotizzare  uno spostamento verso 111,00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 06/02/2019

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