La coppia AUD / USD è decisamente in rialzo questa mattina, raggiungendo l'area di 0.71 a seguito di forti dati relativi alla bilancia commerciale e una lettura ottimistica sulle vendite al dettaglio. Le vendite al dettaglio sono salite allo 0,8%, surclassando la previsione dello 0,2% e registrando il valore più alto osservato in oltre 14 mesi. Il forte aumento sia  degli scambi che dei consumi suggeriscono che la crescita dei salari è destinata a accelerare e la Reserve Bank of Australia avrà buoni motivi per non tagliare i tassi d'interesse. Gli ultimi dati di produzione della Cina hanno anche mostrato i primi segni di ripresa economica, cosa che sta sostenendo la forza dell'AUD. Il grafico a 4 ore suggerisce che la sua tendenza a breve termine ha mostrato segni di ipervenduto, con supporto immediato in area 0,705. Gli indicatore di momentum RSI e  DMI sono entrati nella zona di ipervenduto e è probabile che si verifichi un rimbalzo tecnico se il livello a 0,705 tenesse. La coppia NZD / USD ha probabilmente trovato supporto nell'area intorno a 0,675, che è anche un livello di estensione di Fibonacci del 61,8% sul grafico a 4 ore. La tendenza generale, tuttavia, rimane ribassista in quanto l'allusione della RBNZ a un possibile taglio dei tassi la scorsa settimana ha aperto margini di ribasso per il dollaro kiwi nel medio-lungo periodo. I titoli azionari statunitensi sono rimasti misti durante la notte, con il Dow Jones zavorrato dal profit warning  di Walgreens mentre il Nasdaq si è mosso più in alto in scia ad un forte rally di Facebook. La vendita di beni durevoli americani è scesa in misura minore rispetto a quanto previsto in precedenza dai mercati, con un calo dell'1,6% rispetto all'1,8%. L'allarme del WTO su un rallentamento economico globale come risultato del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina ha snervato i mercati mentre i negoziati commerciali in corso sembrano essersi fermati.

Mentre i mercati statunitensi hanno continuato il proprio rally di ripresa e si sono avvicinati ai massimi storici, dovremmo essere più consapevoli dell'autocompiacimento che sta caratterizzando i mercati  - cosa che di solito non è un buon segno per i mercati azionari. Dato che la crescita degli utili societari negli Stati Uniti potrebbe rallentare nel primo trimestre, come suggerito da molteplici indicatori economici, il potenziale di rialzo da ora sembra relativamente stretto rispetto a quello di ribasso. L'appetito al rischio oggi  è in diminuzione, con il rally dei Treasury e degli asset rischiosi in calo all'apertura asiatica. La paura di un tasso di interesse più basso e l'avversione a correre rischi eccessivi sono probabilmente il principale motore della forza del Treasury. Il potenziale nuovo round di sanzioni all'Iran e l'interruzione di un sito produttivo venezuelano hanno fatto salire i prezzi del Brent al di sopra del valore di 70 dollari al barile , e il ritracciamento del dollaro ha dato sostegno al  mercato delle materie prime in generale. Tecnicamente, il livello di 72,5 dollari  rimane  un livello di resistenza chiave (corrispondente ad un ritracciamento del61,8% di Fibonacci) per il Brent.