Sembrerebbe che i mercati continuano a nutrire dubbi sull'efficacia delle azioni di politica monetaria delle banche centrali in un contesto in cui non solo la crescita mostra un rallentamento, ma anche il greggio continua la sua fase di debolezza. Dopo tutto non è facile essere ottimisti sulle prospettive di crescita economica, quando la domanda di petrolio da parte di paesi come India e Cina sembra essere in declino. La chiusura debole americana di ieri sui mercati azioni sembra destinata a indurre ad un’apertura sotto tono dei mercati europei. Oggi in Europa, oltre ai dati relativi all’inflazione della zona euro, ci sarà l’annuncio del tasso di interesse da parte della Bank of England, attesi invariati. Il mese scorso la BOE ha tagliato i tassi per la prima volta dal 2009, ed ha incrementato gli acquisti di attività per altri 70 miliardi di sterline per scongiurare gli effetti della Brexit. Nonostante le paure e gli scenari apocalittici paventati prima del voto sul referendum Brexit da alcuni politici, sembra che il referendum abbia creato solo qualche incertezza per quanto riguarda le future relazioni commerciali del Regno Unito, mentre alcuni dati macro mostrano che la situazione britannica non sia cambiata poi così tanto I dati sulla disoccupazione sono rimasti stabili al 4,9%, mentre il numero degli occupati è salito a un nuovo livello record, anche se l’aumento dei salari ha subito un rallentamento dal 2,3% al 2,1%.