Archiviato il ballottaggio per le presidenziali francesi senza particolari scossoni e con una volatilità ai minimi storici, il mercato sembra ora concentrarsi sul comparto delle materie prime, dove i movimenti in questi giorni sono stati piuttosto significativi e si stanno configurando alcune situazioni particolarmente interessanti. Il tema caldo che probabilmente dominerà per il mese di maggio è rappresentato da petrolio, soprattutto dopo il sell-off della scorsa settimana che ha riportato il Wti sotto i 43 $ al barile e il Brent sotto i 47 $ sulla scia dei dati riguardanti il numero di trivelle attive negli Stati Uniti che è tornato ai livelli di agosto 2015, incentivati dalla stabilizzazione dei prezzi e dall’efficientamento degli impianti, fattore fondamentale per abbassare il break-even price. La palla passa ora all’Opec in attesa del meeting programmato a Vienna per il 25 maggio prossimo in cui saranno discussi sia il possibile prolungamento temporale dei tagli, sia un aumento del volume degli stessi, in modo da coordinare le due azioni. Non a caso nella giornata di ieri sono scesi in campo due tra gli attori principali in questa disputa, Russia e Arabia Saudita, che hanno cercato di sostenere il rimbalzo che è stato colto nei giorni scorsi. Il ministro saudita Al-Falih ha rispolverato il “whatever it takes” nella giornata di ieri, sostenendo che i tagli potrebbero essere prolungati per tutto il 2018, supportato a distanza da un comunicato emesso dal Ministero dell’energia russo e firmato dal ministro Novak, che è stato più vago in merito ai tempi del prolungamento. Interessante da seguire anche l’andamento del rame, che ha rotto nella giornata di ieri il livello di 2.50 $ dopo che sono stati pubblicati i dati sulle importazioni cinesi, da cui è emersa una netta diminuzione del volume di importazioni. Già settimana scorsa si era innestato un movimento ribassista dopo la pubblicazione degli indici PMI cinesi, che hanno mostrato una riduzione prossima alla contrazione. Ricordiamo come il rame risenta in modo particolare dell’andamento del settore manifatturiero, dato l’utilizzo che ne viene fatto e come la Cina sia uno dei principali importatori. L’andamento del prezzo del rame viene spesso utilizzato anche per capire l’andamento del ciclo economico, anche se secondo gli analisti di Barclays al momento non ci sono rischi particolari sul questo fronte. Gli stessi analisti prevedono per il trimestre in corso un prezzo medio di 2.55 $/lb, mentre per il 2017 il prezzo medio dovrebbe attestarsi in area 2.50 $/lb. Secondo un sondaggio di Reuters presso alcuni analisti del settore, la previsione potrebbe essere ancora migliore. Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 09/05/2017 -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.