In assenza dei mercati europei per la festività del primo maggio è stata una sessione abbastanza ridotta, con la chiusura del FTSE100 di ieri leggermente in rialzo, mentre i mercati statunitensi hanno chiuso la giornata contrastati con il Nasdaq che ha chiuso in rialzo sulla scia delle anticipzioni prima della pubblicazione dell'ultima trimestrale di Apple.

I numeri di Apple sono stati molto meglio di quanto si temeva, battendo i profitti e le entrate anche se le vendite di cellulari sono state al di sotto delle aspettative. Cosa che non sembra importare dal momento che il fatturato è salito a 61,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

I timori di un rallentamento delle vendite a causa di un calo di fatturato da parte dei fornitori si sono dimostrati infondati, sebbene sia stato notato che il prezzo medio di vendita per i telefoni venduti è stato inferiore alle aspettative a 728 $, a suggerire che la domanda per l'iPhone X non è stata forte come avrebbe potuto essere, con i clienti che optano per i modelli più economici. Ancora più importante è stato il miglioramento delle vendite nella divisione servizi con entrate di 9,2 miliardi di dollari da Apple Music, App Store e servizi Apple Pay.

La società ha inoltre annunciato un acquisto di azioni propire ulteriori di 100 miliardi di dollari, in aggiunta al buyback di 210 miliardi di dollari, mentre ha anche aumentato il dividendo trimestrale a 0,73 dollari per azione.

Negli ultimi giorni il rialzo del dollaro USA ha iniziato ad accelerare al punto che ora ha recuperato le perdite dell'anno per spostarsi in territorio positivo. È abbastanza probabile che questo movimento al rialzo vada avanti nel medio termine e l'odierna riunione della Fed insieme al rapporto sui salari USA di questa settimana potrebbe fornire un ulteriore catalizzatore.

Le aspettative attorno alla prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti insieme a una crescente pressione inflazionistica, hanno comportato che i capitali ritornassero sulla valuta statunitense in un momento in cui le aspettative di rendimento sono in aumento rispetto al resto del mondo. I prezzi di produzione ISM di ieri sono saliti di nuovo in aprile a 79,3, il livello più alto dallo stesso mese del 2011, contribuendo a spingere i rendimenti dei titoli statunitensi a 2 anni superiori al 2,5% per la prima volta dal 2008.

È questa preoccupazione per l'inflazione e la solidità dell'economia statunitense che probabilmente domineranno quando la Fed concluderà la sua riunione di due giorni . Offrirà ai responsabili delle politiche monetarie un'opportunità decente di mettere sotto la lente d'ingrandimento la salute dell'economia statunitense prima del previsto aumento dei tassi di interesse del prossimo mese. Non c'è stato nulla nei dati recenti per suggerire che la banca centrale si sposterà dalle aspettative del mercato per i quali i tassi aumenteranno il mese prossimo per la seconda volta quest'anno e per la quinta volta dall'inizio dello scorso anno. Si prevede che il rapporto ADP di aprile di questo pomeriggio mostri che il mercato del lavoro rimane resiliente con le aspettative di 200 mila nuovi posti di lavoro.

L'aumento dei rendimenti e del dollaro USA suggeriscono anche che i mercati stanno iniziando a valutare come reale l'opzione che i tassi potrebbero salire quattro volte entro la fine del 2018. Senza conferenza stampa è probabile che il tono della dichiarazione sia la chiave, tuttavia non è affatto certo che i responsabili della politica monetaria statunitensi vogliano alimentare le aspettative di quattro rialzi dei tassi in questo momento, anche se un aumento dei tassi di giugno è più o meno dato per scontato.

La sterlina ha continuato a subire pressioni dopo che il PMI manifatturiero per aprile è arrivato a un minimo di 17 mesi a 53,9, dal momento che la resilienza mostrata nel primo trimestre ha iniziato a diminuire leggermente. Anche i numeri per il credito al consumo per marzo hanno rallentato bruscamente nel segno che i consumatori sono meno disposti a contrarre prestiti. Il dati per il PMI costruzione di oggi per aprile difficilmente miglioreranno il quadro economico, viste le scarse prestazioni nel primo trimestre, in gran parte dovute dal collasso di Carillion.

Dopo essere scivolato sotto i 50 di marzo a 47, con il maltempo che ha ostacolato il settore, dovremmo ancora vedere un recupero a 50,5, ma probabilmente non sarà sufficiente a cambiare l'idea che le prospettive di un rialzo dei tassi la prossima settimana siano in diminuzione, prospettive che si sono sciolte più velocemente di un fiocco di neve nel deserto. L'inversione di tendenza delle aspettative è stata così rapida che probabilmente non ci vorrà molto prima che alcuni funzionari della Banca d'Inghilterra sostengano un taglio dei tassi.

Il ritorno dei mercati europei comporta anche gli ultimi PMI manifatturieri per aprile da Spagna, Italia, Francia e Germania e tutti questi dovrebbero mostrare ulteriori segnali di rallentamento rispetto ai numeri di marzo. Si prevede che la Spagna vedrà un calo a 54.2, l'Italia a 54.4 e la Francia e la Germania 53.4 e 58.1.

Riceviamo anche gli ultimi dati provvisori del PIL dell'UE per il primo trimesre, che dovrebbero mostrare un rallentamento dallo 0,6% nel quarto trimestre allo 0,4%.

EURUSD - è sceso sotto la media mobile a 200 giorni a 1.2015 aprendo la prospettiva di ulteriori perdite verso il livello 1.1800, mentre la figura di inversione sui massimi da 1.2150 continua a rimanere in gioco. Il prossimo supporto arriverà a 1.1930. Un ritorno al di sopra di 1.2170 annullerebbe questo segnale e comporterebbe un target di 1.2300.

GBPUSD - La caduta di ieri sotto il livello di 1,3700 ora apre il ribasso verso la media mobile a 200 giorni a 1,3520. Abbiamo bisogno di tornare indietro l'area 1,3720 per una stabilizzazione e per pensare ad un ritorno verso l'area 1,4020.

EURGBP - trovando ancora difficoltà a superare il livello di 0.8830. Un passaggio da qui avrebbe indirizzerebbe il cambio verso la media mobile a 200 giorni a 0,8880. Mentre al di sotto della media mobile a 100 giorni potremmo tornare indietro verso lo 0.8750 e ai minimi della scorsa settimana a 0.8680.

USDJPY - continua a spingere al rialzo con la prossima resistenza sulla media mobile a 200 giorni a 110,25, con un'ulteriore resistenza rappresentate dalla trendline ribassista a 110,50. Il supporto rimane nell'area 108.70. Una movimento sopra 110,50 apre le porte per area 112.00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 02/05/2018

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