Dopo una aver inanellato una buona serie di rialzi nelle ultime settimane, il dollaro americano sembra iniziare a mostrare segni di stanchezza, con un alcune vendite nell'ultima parte della scorsa settimana. L'incapacità dei rendimenti a dei Tresasury a 10 anni di stabilizzarsi ad un livello superiore al 3% potrebbe anche essere un segnale di avvertimento che potremmo essere prossimi ad un pullback.

Lo stesso potrebbe dirsi dei mercati europei che hanno visto sette settimane di guadagni consecutivi, la migliore marcia di rialzi in quasi tre anni, mentre i mercati statunitensi hanno registrato la migliore settimana di guadagni dall'inizio di marzo.

Nonostante la forte corsa in Europa rimaniamo lontano dei massimi che abbiamo visto all'inizio di quest'anno, e mentre il rally che abbiamo visto dai minimi di marzo è stato impressionante, ci sono alcuni segnali di avvertimento che lo slancio in termini di crescita potrebbe benissimo inziare a frenare.

La recente debolezza dell'euro è stata anche un po' di aiuto per il recente rimbalzo, come lo è stato l'aumento del prezzo del petrolio con una domanda in aumento in un contesto di calo delle scorte. Tutto ciò ha comportato che i prezzi del petrolio salissero nei pressi dell'area di 80 $ al barile, un aumento di quasi il 20% dall'inizio dell'anno, con il rialzo della scorsa settimana favorito anche dalle preoccupazioni sugli effetti di un ritiro degli Stati Uniti dall'accordo nucleare con l'Iran, la reintroduzionedelle sanzioni, nonché preoccupazioni crescenti per l' aumento delle tensioni tra Israele e Iran.

Abbiamo anche visto gli investitori scrollarsi di dosso le preoccupazioni sui possibili sconvolgimenti economici causati dalla politica commerciale degli Stati Uniti, tuttavia rimangono un chiaro e attuale rischio per il contesto finanziario, nonostante l'intervento del presidente Trump sulle sanzioni per la società cinese ZTE, così come ulteriori aumenti il prezzo del petrolio, che finora non si è manifestato in alcuni dei recenti dati sull'inflazione.

Questa mancanza di inflazione sembra abbassare le aspettative che le banche centrali, che erano attese iniziare il processo di graduale ritirata dalle rispettive misure di stimolo già quest'anno, potrebbero non essere in grado di fare un passo indietro come previsto all'inizio del l'anno.

La scorsa settimana abbiamo assistito a un'inflazione più contenuta del previsto in Cina e negli Stati Uniti, mentre la Banca d'Inghilterra ha rivisto al ribasso le previsioni di inflazione per i prossimi tre anni. Il dato finale sui prezzi al consumo dell'UE di questa settimana potrebbe rafforzare questa narrativa e fare ulteriori pressioni al ribasso sui rendimenti, rendendo più difficile per la BCE comunicare le proprie intenzioni in modo più chiaro riguardo ai tempi del ridimensionamento del suo programma di acquisti di obbligazioni.

Mentre ci accingiamo ad una nuova settimana, la politica italiana potrebbe riprendere il centro della scena dopo che i leader dei partiti populisti Cinque Stelle e Lega si sono dichiarati molto vicini all'accordo per la formazione di un nuovo governo di coalizione, oltre due mesi dallo stallo che le recenti elezioni hanno prodotto.

Le politiche includono una flat tax del 15% e un reddito base universale per gli elementi più poveri della società italiana e un'età pensionabile più bassa. Mentre le due parti sembrano due improbabili amanti e non è chiaro chi sarà il nuovo Primo Ministro, è stato riferito che i due leader del partito, Luigi di Maio e Matteo Salvini incontreranno il Presidente della Repubblica oggi. Qualsiasi nuovo programma, se attuato, potrebbe portare il nuovo governo italiano in conflitto con le regole del bilancio dell'UE.

Finora la reazione del mercato è stata attenuata dalla prospettiva di un accordo, anche se i mercati obbligazionari italiani sono scesi bruscamente la scorsa settimana, con il rendimento a 10 anni in rialzo di 12 punti base rispetto alla settimana precenze, appena sotto all'1,9%.

EURUSD - La reazione della scorsa settimana dai minimi a 1.1820 potrebbe suggerire un leggero pullback nei prossimi giorni verso la media mobile a 200 giorni sopra l'area di 1.2000. La prossima area di supporto chiave rimane vicino al livello di 1,1880, così come i minimi di dicembre a 1,1710.

 

GBPUSD: per ora ha trovato qualche supporto vicino ai minimi di quest'anno a 1,3460. Tuttavia abbiamo bisogno di superare l'area 1.3620 per un consolidamento. Un mancato consolidamento potrebbe comportare ulteriori perdite verso l'area 1,3300 a medio termine.

 

EURGBP - Il rimbalzo della scorsa settimana deve superare la media mobile a 200 giorni a 0,8880 per indicare il potenziale per ulteriori guadagni. Al di sotto della resistenza a 0,8850 a prevalere sarebbe lil trading range che abbiamo visto nelle scorse settimane con supporto a 0,8740 e poi eventualmente l'area di 0.8680.

 

USDJPY - attualmente sta trovando resistenza al livello di 110,00, che mantiene limitato il rialzo. Abbiamo anche una resistenza chiave sulla media mobile a 200 giorni a 110,25, con una resistenza sulla trendline a 110,50. Il supporto rimane nell'area 108.70. Una rottura oltre 110,50 apre le porte all'area di 112.00.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation Performance nette al 14/05/2018

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