Il modesto rimbalzo osservato ieri nei mercati azionari non dovrebbe essere considerato un segnale del fatto che gli investitori si stiano abituando all'idea di una guerra commerciale. Probabilmente sono solo un'indicazione che i rischi di escalation rimangono ancora remoti, nonostante la recente retorica usata da Stati Uniti e Cina. L'UE ha annunciato le sue misure di rappresaglia alle tariffe del presidente Trump all'inizio di questo mese, che saranno in vigore a partire da questo venerdì e potrebbe scatenare una risposta dagli Stati Uniti nei prossimi giorni o settimane.

L'incontro di ieri dei banchieri centrali a Sintra, in Portogallo, non ha offerto molte indicazioni sulle future mosse di politica monetaria di cui già non fossimo a conoscenza da Powell della Fed, Draghi della BCE e Kuroda della Bank of Japan, che hanno semplicemente reiterato le loro recenti decisioni politiche e le linee guida della scorsa settimana.

La sterlina è salita ieri dopo che il governo britannico ha evitato una sconfitta in Parlamento per un voto chiave sulla Brexit, e rimarrà sotto i riflettori oggi con l'ultima puntata nella saga del "vorrei ma non posso" della Banca d'Inghilterra, nella quale il comitato esecutivo della BOE alla fine eliminerà le inecisioni e la paralisi politica e alla fine porterà avanti un impegno spesso non mantenuto di aumentarei tassi di interesse da dove sono stati per quasi tutti gli ultimi 9 anni.

Avendo lasciato passare l'opportunità poche settimane fa di alzare i tassi di interesse a maggio è altamente improbabile che la Banca d'Inghilterra lo faccia oggi nonostante il fatto che i dati da quella riunione di maggio rappresentino un miglioramento significativo dei dati che abbiamo visto nel primo trimestre.

Non è stata una grande sorpresa vedere la banca centrale frenare le attese del mercato a maggio, dal momento che il governatore Mark Carney aveva dato indicazioni simili poche settimane prima negli incontri del FMI a Washington, nonostante che a febbraio avesse accennato in maniera decisa al fatto che i tassi potessero essere ritoccati al rialzo nei prossimi mesi.

Da quel fine settimana di aprile la sterlina è scivolata bruscamente contro il dollaro USA, raggiungendo un minimo di sette mesi nel processo e scendendo del 7% rispetto ai picchi di aprile. Ciò dovrebbe rappresentare una preoccupazione significativa per il comitato di politica monetaria nel suo tentativo di raggiungere l'obiettivo di inflazione del 2%, dal momento che hanno ridimensionato la stima per quest'anno come parte della relazione sull'inflazione di maggio. Anche il downgrade sembra ottimista, visti i rialzi dei prezzi dei carburanti dalla scorsa estate, che dovrebbero iniziare a farsi strada nei dati dei prossimi mesi, con la recente debolezza della sterlina nei confronti del dollaro USA che non aiuta.

Abbiamo visto l'inflazione calare dall'inizio dell'anno dal 3,1% al 2,4%, e mentre la Banca d'Inghilterra ha declassato sia l'outlook sull'inflazione che le previsioni del PIL lo scorso mese, il messaggio fondamentale non era molto diverso da quello trapelato dal rapporto sull'inflazione di febbraio, mentre gli schieramenti tra i votanti sono rimasti invariati anche a maggio, con una divisione di 7-2 con Michael Saunders e Ian McCafferty che hanno entrambi votato per un aumento del tasso di riferimento. È probabile che la decisione di oggi rimanga invariata rispetto agli ultimi mesi, con le stesse divisioni e il consenso che ora si sta spostando verso una possibile mossa per la riunione di agosto, che è anche l'ultima di Ian McCafferty come consigliere esterno.

I mercati saranno alla ricerca di possibili indizi sul fatto che comitato abbia ancora intenzione muoversi in agosto, tuttavia dato il numero di volte in cui la Banca d'Inghilterra ha gridato al lupo nell'innalzare i tassi è difficile attribuire credibilità alla loro guidance in questo momento.

Per quanto riguarda i dati, il settore manifatturiero ha tenuto abbastanza bene mentre il rallentamento registrato nel settore dei servizi a marzo è stato superato sia in aprile che in maggio con alti consumi nei periodi di Pasqua e in corrispondenza del matrimonio reale, mentre è probabile che giugno offra una spinta venga dalla Coppa del Mondo.

Si prevede che i dati relativi all'indebitamento del settore pubblico di oggi per maggio mostrino un miglioramento a 5 miliardi di sterline dai 6,2 miliardi di aprile.

I prezzi del petrolio hanno continuato a scendere sullo sfondo di un accordo conflittuale tra l'OPEC e i membri non OPEC, a cui l'Iran sta resistendo, per porre fine a un tetto massimo di produzione che è in vigore dalla fine del 2016.

EURUSD - fino a quando resta al di sopra i minimi di maggio a 1,1520 e sopra al supporto della trendline dai minimi del 2017, rimaniamo a rischio di un rimbalzo verso l'area 1.1720 / 30, con una resistenza posta a 1.1640. Una rottura sotto 1.1500 ha il potenziale per aprire una mossa al ribasso verso il livello 1.1360.

GBPUSD - ha rotto sotto 1,3200 chiudendo sul supporto della trendline dai minimi del 2017 che attualmente arriva intorno all'area 1,3110. Una rottura sotto 1.3100 apre le porte ad una potenziale mossa verso 1.2980. Dobbiamo tornare indietro a 1.3220 per testare nuovamente l'area di 1.3300.

EURGBP - ancora confinato con resistenza appena sopra la media mobile a 200 giorni nell'area 0,8820 / 30 mentre i minimi recenti a 0,8700 rappresentano il prossimo supporto chiave. Un passaggio da qui apre le porte verso la zona 0.8640.

USDJPY - la reazione in corrispondenza dei massimi a 111,00 ha trovato supporto al livello di 109,50 all'inizio di questa settimana e potrebbe scendere a testa bassa se si rompe al di sotto di quest'area per poi ritestare l'area di 108.70. Mentre si rimane al di sotto di questi recenti massimi il rischio sembra essersi spostato verso il ribasso..

 

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 21/06/2018

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