Quando un accordo non è un accordo, quando è qualcosa che è stato  imbastito dal Presidente degli Stati Uniti e dal Presidente della Commissione Europea, e tuttavia vedere il modo in cui i mercati hanno reagito ad inizio giornata ieri, e con il DAX in particolare, che ha chiuso sui massimi delle ultime 5 settimane, è quasi come se l'UE e gli Stati Uniti fossero di nuovo i migliori amici. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità, e mentre la prospettiva delle tariffe sulle auto europee è diminuita, non è scomparsa del tutto, il che significa che inevitabilmente il mercato sposta la sua attenzione altrove. Questo altrove riguarda le conseguenze che potrebbero accadere in seguito per quanto riguarda la Cina, e la prospettiva di un'escalation su quel fronte.

Mentre i mercati europei hanno avuto una buona giornata, i mercati statunitensi hanno avuto una giornata un po' più incerta con il Nasdaq che ha subito un brusco calo dato che hanno pesato le prospettive deludenti di Facebook sull'intero settore tecnologico, e ha anche agito da freno sull'S&P 500. Il gigante dei social media ha avuto un anno da dimenticare fino ad ora, a partire dalle ricadute dello scandalo di Cambridge Analytica, le preoccupazioni per GDPR e ieri ha registrato il peggior giorno di sempre, e la peggior discesa giornaliera di sempre per le borse americane, perdendo 120 miliardi di dollari il suo valore di mercato. I timori che Amazon fosse in procinto per andare allo stesso modo sono stati presto messi da parte quando la società ha spazzato via le previsioni sugli utili dopo la campana di chiusura, postando utili per azione di 5,07 dollari, ben al di sopra dei 2,48 previsti, con profitti che sono stati guidati  dalla divisione servizi cloud dell'azienda. Piuttosto stranamente le entrate si sono leggermente ridotte a 52,7 miliardi di dollari. Nonostante ciò, le azioni sono scambiate in rialzo dopo la campana, che se confermate all'apertura annullerebbero il calo del 3% di ieri.

Una stranezza nel modo in cui la dichiarazione della BCE di giugno è stata tradotta ha causato qualche costruttiva ambiguità su ciò che la frase "attraverso l'estate" intendeva nel contesto delle aspettative circa i tempi in cui aspettarsi il primo rialzo dei tassi della BCE nel 2019. Ieri si è chiarito che "almeno durante l'estate" significa esattamente questo e significa che è improbabile che vedremo un rialzo  in nessuno dei principali tassi di riferimento della BCE, prima della seconda metà del prossimo anno, e probabilmente verso la fine del terzo trimestre con settembre 2019 il mese più probabile.Questo chiarimento, insieme ad una prospettiva abbastanza ottimista per l'economia europea, probabilmente manterrà il rialzo dell'euro piuttosto limitato, e ora ci si focalizza sulla prima iterazione del PIL degli Stati Uniti del secondo trimestre, che, quando tutto è stato detto e fatto,  si prevede che avrà molta più influenza sulla prossima mossa dell'euro, di qualsiasi cosa la BCE potrebbe dire e fare nelle prossime settimane

Un forte numero di PIL USA potrebbe essere il prossimo catalizzatore di ulteriori debolezze dell'euro, e più o meno confermare la prospettiva che la Federal Reserve rimanga in rotta per altri due rialzi quest'anno. Questo a sua volta potrebbe scatenare la reazione  del Presidente degli Stati Uniti circa la forza del dollaro USA, e le accuse che la Banca Centrale Europea stia deliberatamente manipolando il suo cambio attualmente inferiore, specialmente se serve a spingere il biglietto verde verso i massimi di questo mese.Esiste una vasta gamma di stime intorno alla crescita del Pil di oggi che vanno dal 3,5% al 5%, con il mercato che incorpora un'aspettativa nell'ordine del 4,1%. Data la forza del mercato del lavoro statunitense, gli effetti stimolanti dei tagli fiscali di gennaio e l'aumento della spesa per consumi negli Stati Uniti, ci sono ragioni per pensare ad un numero verso la fascia alta delle stime, attorno al 4,5%. Se finissimo qui vicino,  dovrebbe essere positivo per il dollaro. D'altro canto, l'aumento delle tensioni commerciali che ha preoccupato alcune attività degli Stati Uniti, come pure una crescita dei salari piuttosto contenuta, e l'aumento dell'inflazione a causa degli alti prezzi della benzina, potrebbero prendere il sopravvento e vederci scendere al di sotto del 4%, che potrebbe esercitare una pressione al ribasso sul dollaro USA.

EURUSD: l'incapacità di superare la resistenza rappresentata dalla linea di tendenza a 1,1760 dovrebbe mantenere l'euro sotto pressione a breve termine. Se otteniamo un passagio attraverso 1.1760 potremmo rivedere 1.1850, con supporto a 1.1620.

GBPUSD - L'impulso di ieri è rimasta in sospeso nell'area di 1,3220 e potremmo scivolare di nuovo verso l'area a 1,3070 a breve termine. Mentre al di sopra di questo supporto la prospettiva rimane per una mossa verso l'area 1.3280 in scia all'inversione rialzista dello scorso venerdì.

EURGBP - ancora sopra al supporto 0.8870 per ora dopo la scivolata di questa settimana dal picco della scorsa settimana a 0.8970. Ora dovremmo trovare resistenza nell'area 0,8920 con il rischio di vedere una mossa al di sotto di 0,8870 e tornare verso 0,8820.

USDJPY - Ha trovato supporto sulla media mobile 50 giorni a 110,50 ieri prima del rimbalzo. Questo è il livello chiave che dovrebbe determinare dove andrà il dollaro . Abbiamo bisogno di recuperare al di sopra dell'area 111.70 per rimettere nel mirino l'area 112.20.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 26/07/2018

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