Parte oggi la stagione delle trimestrali americane e dopo molti anni ad inaugurarla non sarà più Alcoa, che pubblicherà la sua trimestrale il 24 gennaio. Gli investitori non resteranno comunque delusi perché si partirà con i risultati di Bank of America, J.P Morgan e Wells Fargo. Nelle ultime settimane i titoli finanziari hanno trainato tutto il mercato azionario, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump, nell’attesa che effettivamente il neo eletto presidente riesca ad implementare il suo programma economico che prevede tra le altre cose una riduzione delle tasse sugli utili societari e un allentamento della stringente regolamentazione bancaria introdotta dal Dodd-Frank act. A favorire la crescita delle quotazioni nel settore è anche l’attesa di un rialzo dei rendimenti obbligazionari che dovrebbe aumentare in modo sostanziale il margine di intermediazione per le banche. Partiamo da Bank of America, le cui azioni sono salite di più del 40% dall’elezione di Donald Trump e che da ben sette trimestri riesce a battere le attese del mercato. Molta attenzione dovrà essere posta alle informazioni relative all’andamento del portafogli di prestiti al settore Oil & Gas, il cui profilo di rischio dovrebbe essere migliorato grazie al rialzo del prezzo del petrolio. Inoltre i big finanziari Bank of America è la più sensibile all’andamento dei tassi d’interesse e potrebbe aver particolarmente beneficiato dal contesto del mercato obbligazionario nel quale il rendimento del Treasury a 10 anni è aumentato di 83 basis points. Secondo i dati pubblicati da Factset le attese sono di utili per azioni a 38 centesimi di dollaro al di sopra dei 28 centesimi dell’anno scorso, mentre i ricavi sono attesi a 20.84 miliardi di dollari (19.53 quelli per il 2015). Per quanto riguarda JP Morgan le attese prevedono un utile per azione di 1.42 $ contro l’1.32 dello stesso periodo dello scorso anno, mentre i ricavi sono attesi a 23,9 miliardi di dollari, con un impatto particolarmente positivo da parte della divisione fixed-income trading, anche per l’uscita da questo settore di alcuni competitor europei. Finiamo con Wells Fargo, le cui azioni nel 2016 hanno sottoperformato lo S&P 500 anche a causa dello scandalo dei 2 milioni di conti aperti all’insaputa dei clienti che ha portato alle dimissioni dell’amministratore delegato John Stumpf e al licenziamento di ben 5300 dipendenti. In questo caso l’attesa è di utili per azione a 1 $ e ricavi a 22.5 miliardi di $. ------------------------------------------------------------------------------------------------ Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.