Elezioni di midterm USA 06/11 - Incontro Fed - 08/11

I risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti nei prossimi giorni saranno probabilmente cruciali per quanto riguarda l'amministrazione Trump che condurrà una politica fiscale espansiva nei prossimi due anni. I successi repubblicani potrebbero comportare un'ulteriore riforma fiscale espansiva, mentre è probabile che una battuta d'arresto renda l'attuazione di questi piani molto più difficile, e comporteranno un indebolimento del dollaro. Per quanto riguarda la Fed, uno dei motivi citati per il sell-off del mercato azionario dello scorso mese è stata la crescente prospettiva che la Federal Reserve sia destinata a continuare la sua stretta aggressiva dei tassi fino al 2019. L'incontro di questa settimana non dovrebbe mitigare le aspettative, data la crescita salariale a un massimo di nove anni nel rapport sul lavoro di ottobre, con un aumento dei tassi di dicembre ancora considerato un affare fatto, mentre la dichiarazione della Fed difficilmente sarà molto diversa da quella di settembre.

PIL terzo trimestre Regno Unito - 09/11

La recente performance dell'economia britannica sembra mostrare un'economia che, pur continuando a sentire la pressione delle preoccupazioni sulla Brexit, sta ancora ottenendo buoni risultati. I prestiti sono in calo, mentre la crescita del PIL sembra essere rimasta stabile ai livelli visti nel secondo trimestre. Le aspettative per il PIL del terzo trimestre sono di un aumento dello 0,4%, in quanto i redditi cominciano a recuperare e a superare l'inflazione. L'ultimo rapporto sull'inflazione della Banca d' Inghilterra ha visto la banca centrale dare indicazioni contrastanti anche per le incertezze dovute a Brexit. Da una parte hanno abbassato le loro previsioni per il PIL del quarto trimestre allo 0,3%, tuttavia sono rimasti fiduciosi che il PIL del terzo trimestre potrebbe crescere di circa lo 0,6%, con l'incertezza della Brexit che potrebbe indurre le imprese a posticipare la spesa per investimenti alla fine dell'anno.

Decisione tassi RBA - 06/11

Lo scorso mese la Reserve Bank of Australia (RBA) ha lasciato i tassi invariati all'1,5% per il 26 ° mese consecutivo, citando come motivo alla bese della decisione i consumi domestici deboli, nonostante ulteriori cali del tasso di disoccupazione. I timori di un rallentamento della Cina hanno pesato su alcune parti dell'economia australiana, tuttavia abbiamo anche visto le banche australiane annunciare aumenti dei loro tassi ipotecari variabili, cosa che sembra pesare sul potere di spesa dei consumatori. La RBA potrebbe reagire ai costi di finanziamento più elevati percepiti dalle banche australiane, oppure terranno il colpo come hanno fatto per oltre due anni. Un mercato immobiliare in rallentamento potrebbe spingere la RBA a essere più accomodante del normale, tuttavia è improbabile che possano dare qualche segno di una decisione di politica monetaria in quella direzione.

PMI servizi globali (ottobre) - 06/11

Sarà una settimana importante per i servizi PMI, alla luce delle preoccupazioni su un rallentamento dell'economia globale, quando avremo il primo assaggio dell'andamento dell'attività economica del quarto trimestre da tutto il mondo Dati recenti hanno mostrato che l'attività manifatturiera è rallentata considerevolmente dall'inizio dell'anno, tuttavia i servizi si sono dimostrati leggermente più resilienti. Questo trend ha bisogno di continuare in Francia e Cina dove abbiamo visto qualche miglioramento, tuttavia le preoccupazioni commerciali rimangono sul banco. Le letture di ottobre di questa settimana da Giappone, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito potrebbero rafforzare queste preoccupazioni, mentre gli ultimi dati statunitensi continuano a ottenere un vantaggio dai tagli fiscali che sono entrati in vigore all'inizio dell'anno.

Commercio Cina (ottobre) - 08/11

Le tariffe del 10% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi alla fine di settembre potrebbero avere effetti significativi sul surplus commerciale cinese ad ottobre. A giudicare dai recenti dati statunitensi nella direzione opposta, l'imposizione di quella tariffa aggiuntiva del 10% non sembra aver fatto molta differenza, tuttavia questi saranno i primi numeri completi per un mese mese per cui saremo in grado di valutare l'effetto completo. Le esportazioni hanno raggiunto i massimi livelli da febbraio a settembre con un aumento del 14,5%. Le importazioni hanno rallentato leggermente, con un aumento del 14,3%, mentre il rallentamento della produzione potrebbe accentuarsi ulteriormente in ottobre.

Marks and Spencer risultari semestrali - 07/11

Con tutti i problemi del settore retail quest'anno, il fatto che le azioni di M & S siano in calo solo di un modesto 7% è un po' sorprendente dato che ha visto i profitti scendere del 62% quando ha riportato i risultati dell'intero anno a maggio di quest'anno. Il programma di chiusura dei negozi iniziato lo scorso anno è costato 321 milioni di pound nell'ultima serie di conti ed è probabile che funga da continuazione fino al 2022 quando il programma di chiusura di 100 negozi sarà completato. La scorsa settimana Next ha riportato un calo dell'8% nelle vendite in negozio e, a causa dei problemi di Debenhams e House of Fraser, questo potrebbe essere indicativo di un malessere più ampio per i negozi tradizionali. L'offerta alimentare di M&S rimane ancora un punto luminoso, anche se i margini qui vengono spremuti a causa dell'emergere di Aldi e Lidl, fatto che ha compresso i margini nelle vendite al dettaglio di generi alimentari. È qui che potremmo vedere alcune buone notizie in quanto i margini hanno mostrato segni di miglioramento nei numeri dell'anno intero dello scorso anno, poiché i ricavi sono saliti a 10,7 miliardi di sterline. Questa tendenza deve continuare nonostante tutte le altre sfide che l'azienda sta affrontando.

Fonte di tutti i grafici qui presentati: CMC Markets piattaforma Next Generation. Performance nette al 02/11/2018

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