C’è l’accordo tra la Grecia e i suoi creditori sulle riforme che il paese deve ancora avviare. Lo annuncia il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, affermando tuttavia che gli ispettori torneranno ad Atene il più presto possibile in quanto "la situazione in Grecia non sta migliorando, è colpa di tutti noi, stiamo sprecando tempo. Dobbiamo agire bene e in tempo per il prossimo pagamento della Grecia". L'accordo, ha precisato il numero uno dell'Eurogruppo, è sull'attuazione di riforme che sia nel 2019 che nel 2020 rappresenteranno l'1% del Pil. In particolare, le riforme del 2019 si focalizzeranno sulle pensioni, mentre quelle del 2020 sulle tasse sul reddito. Prosegue Dijsselbloem: "una volta che il pacchetto di riforme sarà finalizzato, raggiungeremo un accordo sui target sul surplus primario della Grecia dei prossimi anni". Yves Mersch, membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, ha dichiarato che l'economia dell'Eurozona è migliorata significativamente e che i rischi sono diminuiti, riaccendendo il dibattito sull'uscita dall'accomodamento monetario dell'Istituto di Francoforte. Il presidente della Federal Reserve di New York, William Dudley, ha dichiarato che, sebbene la Fed "non abbia preso alcuna decisione formale", è possibile l’inizio della riduzione del bilancio. Sarebbe "un processo molto graduale", ha puntualizzato Dudley. Le osservazioni sono state in linea con quelle degli altri funzionari della Fed, dimostrando che c'è un generale accordo sulla questione. Tuttavia, è da capire se la riduzione del bilancio della Fed sarà accompagnata da una "pausa" nel rialzo dei tassi di interesse. Sono stati poi deludenti i dati sul mondo del lavoro americano e c’è stato l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Russia dopo la decisione dell’amministrazione Trump di intervenire in Siria con un attacco missilistico contro una base militare del governo di Assad. La prossima che sta per iniziare non è particolarmente ricca di appuntamenti: In Germania ci saranno indice ZEW e inflazione. Negli Stati Uniti particolare attenzione alle vendite al dettaglio e all’inflazione. La settimana apre a due velocità in Asia. Bene Tokyo, che alle ore 7:30 italiane guadagnava lo 0,69% grazie all’indebolimento dello yen. Fiacca la Cina con Hong Kong che cedeva lo 0,01% e Shanghai lo 0,27%. Bene il petrolio americano (Wti a 52,41 dollari al barile, +0,33%) a causa delle tensioni geopolitiche internazionali ma oro debole a 1.254,8 dollari l’oncia (-0,27%). Fonte: CMC Markets Piattaforma Next Generation. Performance nette al 10/04/2017 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Le notizie e i dati riportati sono finalizzati esclusivamente a fornire informazioni di carattere generale e non hanno come scopo quello di fornire raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. Nessuna opinione espressa riguardante investimenti o strategie di investimento può pertanto considerarsi adeguata alle caratteristiche di una specifica persona in merito alla sua conoscenza ed esperienza del trading online, dei CFD e del Forex, alla sua situazione finanziaria e ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni riguardanti le passate performance di un investimento o di una strategia di investimento non garantiscono e non sono indicative di future performance.