L'amministrazione Trump sta lavorando per raccogliere il sostegno internazionale per un possibile attacco militare contro il presidente siriano Bashar al-Assad per il presunto attacco effettuato con armi chimiche. Gli Usa sembrano essersi assicurati l'appoggio iniziale della Francia, del Regno Unito e dell'Arabia Saudita, che hanno promesso una risposta energica. A Wall Street il Dow Jones è salito dell'1,79%, l'S&P 500 dell'1,67% e il Nasdaq Composite del 2,07%. Tokyo chiude oggi in ribasso dello 0,49% mentre alle ore 8:45 italiane Hong Kong guadagna lo 0,45% e Shanghai lo 0,39%. In salita l'euro sul dollaro a 1,237 (+0,11%) e anche lo yen sul biglietto verde (107,05, +0,14%). I prezzi del petrolio stamani scendono dai massimi dal 2014 toccati ieri in un contesto in cui le crescenti tensioni in Medioriente sono controbilanciate da un aumento delle scorte Usa. Il Brent storna dello 0,32% a 70,81 dollari il barile e il Wti dello 0,23% a 65,36 dollari. Mentre il dollaro scambia sui minimi delle ultime due settimane nei confronti delle altre divise dopo il clima di maggior distensione che si respira tra Usa e Cina sul fronte commerciale. Per ciò che riguarda le news di oggi, il focus è prima di tutto sui dati preliminari dell'inflazione a marzo e, a fine giornata le minute del meeting Fed del 20 e 21 marzo forniranno un altro spunto per indirizzare le aspettative di mercato sulle prossime mosse restrittive della Banca centrale Usa