A meno di assistere ad un impressionante turnaround, questa settimana è probabile che chiuderemo il primo mese negativo dell'anno per il mercato azionario europeo nonchè vedremo il peggior calo su base mensile da maggio dello scorso anno. La sola idea che gli stimoli monetari possano venire meno ha gettato nel panico gli investitori mostrando quanto fosse fragile in realtà il rally in corso, tanto che ci vorrà del tempo prima che i mercati metabolizzino il nuovo scenario e ricomincino a ragionare sulla base dei fondamentali dei titoli. Infatti, nonostante la riduzione degli acquisti di QE fosse inevitabile, non era proprio ciò che il mercato voleva vedere soprattutto a seguito della pubblicazione di indicatori tuttaltro che impressionanti provenienti da Cina e Usa: i deludenti numeri sulla produzione manifatturiera di Pechino e l'indufficiente tasso di crescita nella creazione di nuovi posti di lavoro negli Usa porterebbero infatti a ritenere che la Fed possa avere agito precocemente. Pur tuttavia, la stabilizzazione registrata venerdì scorso a Wall Street potrebbe portare ad un'apertura piatta o leggermente in rialzo per gli indici europei man mano che ci avviciniamo all'ultima settimana del secondo trimestre dell'anno. Quest'oggi in particolare, gli investitori europei presteranno grande attenzione al dato relativo all'IFO tedesco, per quanto occorra farsi non troppe illusioni in quanto, a causa delle recenti inondazioni che hanno colpito il centro Europa, difficilmente questo numero potrà apprezzarsi significativamente. Sul fronte valutario, la generale avversione al rischio di questi ultimi giorni va a tutto beneficio del dollaro USD e a detrimento delle altre monete. L'EURUSD ha incanalato una discesa che potrebbe presto portarlo a 1,2920 mentre per stabilizzarsi dovrebbe risalire oltre 1,3250. La sterlina continua a rimanere sotto pressione nei confronti del biglietto verde tanto che potremmo vedere un ritorno a 1,5290 mentre l'EURGBP continua a muoversi in un trading range compreso tra 0,8490 e 0,8600 . Il cambio USDJPY avanza insieme al rialzo dei rendimenti sul decennale americano posizionandosi oltre 97,60 e puntando a 100,90. Persiste uno scenario sfavorevole nei confronti del dollaro AUD che, nonostante si sia deprezzato velocemente in queste settimane, soffre di una congiuntura negativa depresso non solo dalla ripresa del dollaro USD e dalla politica di riduzione dei tassi della RBA ma anche dai timori riguardanti i tassi di crescita dell'economia cinese.